martedì 16 dicembre 2008
Una scarpata li seppellirà!
George W. Bush ,in visita a Baghdad per celebrare una sorta di personale "farewell to arms",durante una conferenza stampa viene fatto oggetto del lancio di due scarpe(numero 44) dal giornalista locale Muntazar al-Zaidy. Bush schiva i colpi,il giornalista viene arrestato.
Naturalmente il contributo del lanciatore di scarpe irakeno, nella sublime essenzialità di un così limpido gesto di ribellione, mi è sembrato molto più efficace ai fini della lotta di liberazione del suo popolo di quanto compiuto in questi anni da qualunque tagliagole sunnita o grasso ayatollah sciita.
giovedì 11 dicembre 2008
bertolt
"Molti pensano che noi ci diamo da fare
nelle faccende più peregrine,
ci affatichiamo in strane imprese
per saggiare le nostre forze o per darne la prova.
Ma in realtà è più nel vero chi ci pensa
intenti semplicemente all'inevitabile:
scegliere la strada più dritta possibile, vincere
gli ostacoli del giorno, evitare i pensieri
che hanno avuto esiti cattivi, e scoprire
quelli propizi, in breve:
aprire la strada alla goccia nel fiume che si apre
la strada in mezzo alla pietraia.
Bertolt Brecht

...giusto per ricordarsi che siamo questi piedi,prima della loro impronta,siamo queste mani,prima del loro disfare,siamo questi occhi,prima di tutto quello che non vedranno,siamo questa voce,nonostante le parole dimenticate...
nelle faccende più peregrine,
ci affatichiamo in strane imprese
per saggiare le nostre forze o per darne la prova.
Ma in realtà è più nel vero chi ci pensa
intenti semplicemente all'inevitabile:
scegliere la strada più dritta possibile, vincere
gli ostacoli del giorno, evitare i pensieri
che hanno avuto esiti cattivi, e scoprire
quelli propizi, in breve:
aprire la strada alla goccia nel fiume che si apre
la strada in mezzo alla pietraia.
Bertolt Brecht

...giusto per ricordarsi che siamo questi piedi,prima della loro impronta,siamo queste mani,prima del loro disfare,siamo questi occhi,prima di tutto quello che non vedranno,siamo questa voce,nonostante le parole dimenticate...
mercoledì 3 dicembre 2008
my favourite things in december...
Neve,freddo,pensieri ossessivi,l'inverno di fuori,l'inverno di dentro...una piccola colonna sonora...
Matt Elliott
Vic Chesnutt+Guy Picciotto
Thee Silver Mt. zion
Robert Wyatt
Matt Elliott
Vic Chesnutt+Guy Picciotto
Thee Silver Mt. zion
Robert Wyatt
martedì 25 novembre 2008
italiani brava gente
"The fascist legacy" è un documentario della BBC acquistato dalla RAI e mai trasmesso dal servizio pubblico.E' rintraccibile un estratto in italiano messo in onda da La 7. "The fascist legacy" parla dei crimini di guerra dell'Italia coloniale e fascista in Etiopia e nei Balcani, coprendo un arco temporale che va dalla metà degli anni trenta del novecento al crollo politico del fascismo, inteso come regime totalitario di massa,il 25 luglio del 1943. "The fascist legacy" ci parla di una grande rimozione collettiva nella storia recente del nostro paese.Ci parla di atroci crimini di guerra e di come dietro all'inflazionato mito degli "italiani brava gente" persista un serio (e funzionale) vuoto di memoria. L'occasione persa di una Norimberga italiana ha sicuramnete molteplici cause, compresa l'implicita legittimazione politica e storica del fascismo attraverso un lungo cammino,iniziato con l'amnistia togliattiana del 22 giugno 1946 e terminato con il discorso alla camera di Luciano Violante sui "bravi ragazzi di Salò",nella metà degli anni novanta.
Nella mancata defascistizzazione è sedimentato il reale peccato originario della repubblica.Nel frattempo la continua invocazione di una "memoria condivisa" è andata banalizzandosi nella stanca litania di oggi,mentre assistiamo alla sparizione della "memoria" per quello che realmente è,nella sua più semplice essenza...la possibilità e la volontà di poter ricordare.Ricordare ad esempio che il firmatario dell'armistizio con gli alleati,l'8 settembre 1943, è quello stesso maresciallo Pietro Badoglio responsabile dei massacri con l'iprite nella campagna d'Etiopia del 1935/36. Massacri compiuti in nome di Mussolini e del re, per la grandezza dell'impero.
Dovremmo anche chiederci con quali pesi e con quali misure venga celebrato il ricordo degli italiani morti ammazzati nelle foibe, mancando l'onestà intelletuale sufficiente per ricordare con altrettanta indignazione i crimini fascisti in Montenegro,i campi di concentramento italiani,l'italianizzazione forzata in Dalmazia e così via. Ma è noto che le vittime,tutte le vittime,non facciano più rumore dell'erba che cresce,come diceva il poeta.Il resto è solo vento che soffia e cenere che si disperde...
...Per approfondire consiglio la lettura di "Italiani,brava gente?" di Angelo del Boca e la visione del film "Il leone del deserto",pellicola di Mustapha Akkad del 1979, con uno strepitoso cast composto da Anthony Quinn,Oliver Reed,Rod Steiger...
il film racconta della feroce occupazione italiana della Libia e della strenua resistenza guidata da Omar Al Muktar (Anthony Quinn),catturato ed impiccato dalle truppe fasciste comandate da Graziani (Oliver Reed) nel 1931.
Questo film non è mai stato distribuito in Italia e dovette subire un processo per vilipendio alle forze armate...è comunque rintracciabile/scaricabile in rete...
Nella mancata defascistizzazione è sedimentato il reale peccato originario della repubblica.Nel frattempo la continua invocazione di una "memoria condivisa" è andata banalizzandosi nella stanca litania di oggi,mentre assistiamo alla sparizione della "memoria" per quello che realmente è,nella sua più semplice essenza...la possibilità e la volontà di poter ricordare.Ricordare ad esempio che il firmatario dell'armistizio con gli alleati,l'8 settembre 1943, è quello stesso maresciallo Pietro Badoglio responsabile dei massacri con l'iprite nella campagna d'Etiopia del 1935/36. Massacri compiuti in nome di Mussolini e del re, per la grandezza dell'impero.
Dovremmo anche chiederci con quali pesi e con quali misure venga celebrato il ricordo degli italiani morti ammazzati nelle foibe, mancando l'onestà intelletuale sufficiente per ricordare con altrettanta indignazione i crimini fascisti in Montenegro,i campi di concentramento italiani,l'italianizzazione forzata in Dalmazia e così via. Ma è noto che le vittime,tutte le vittime,non facciano più rumore dell'erba che cresce,come diceva il poeta.Il resto è solo vento che soffia e cenere che si disperde...
...Per approfondire consiglio la lettura di "Italiani,brava gente?" di Angelo del Boca e la visione del film "Il leone del deserto",pellicola di Mustapha Akkad del 1979, con uno strepitoso cast composto da Anthony Quinn,Oliver Reed,Rod Steiger...
il film racconta della feroce occupazione italiana della Libia e della strenua resistenza guidata da Omar Al Muktar (Anthony Quinn),catturato ed impiccato dalle truppe fasciste comandate da Graziani (Oliver Reed) nel 1931.
Questo film non è mai stato distribuito in Italia e dovette subire un processo per vilipendio alle forze armate...è comunque rintracciabile/scaricabile in rete...
giovedì 6 novembre 2008
Berluscobama
venerdì 31 ottobre 2008
mazzieri
In appendice al post precedente...
La borghesia di questo paese è storicamente incompiuta,fondamentalmente retriva e fisiologicamente aggressiva,violenta. I meccanismi di genesi,controllo e conservazione del "Potere" in Italia sono da sempre appannaggio di questa borghesia. Da Giolitti a Berlusconi,passando attraverso vent'anni di dittatura fascista,persiste il "filo nero" che mette in continuità un "regime" con quello successivo .La parentesi della Prima Repubblica si è invece retta su di un compromesso istituzionale che per oltre quarant'anni ha alimentato in Italia l'equivoco di credersi liberi,civili,democratici.In realtà,dietro l'illusione del "paese normale",non si è smesso un attimo di fare i conti con il molock del "Potere" governabile da nessuno (se non dal "Potere" stesso)."L'equivoco" della civiltà,della giustizia,della democrazia, è costato caro.L'autobiografia della nazione ha continuato a scriversi con il sangue.Da Portella della Ginestra al g8 di Genova , "la Storia siamo noi"...

I volti imberbi dei mazzieri tricolori di piazza Navona sono un pezzo non trascurabile di questa "Storia". Ci parlano ,ce ne fossimo dimenticati, del ventre molle d'Italia .Ci ricordano che questo paese ha un'anima nera.Nulla di più,nulla di meno.
La borghesia di questo paese è storicamente incompiuta,fondamentalmente retriva e fisiologicamente aggressiva,violenta. I meccanismi di genesi,controllo e conservazione del "Potere" in Italia sono da sempre appannaggio di questa borghesia. Da Giolitti a Berlusconi,passando attraverso vent'anni di dittatura fascista,persiste il "filo nero" che mette in continuità un "regime" con quello successivo .La parentesi della Prima Repubblica si è invece retta su di un compromesso istituzionale che per oltre quarant'anni ha alimentato in Italia l'equivoco di credersi liberi,civili,democratici.In realtà,dietro l'illusione del "paese normale",non si è smesso un attimo di fare i conti con il molock del "Potere" governabile da nessuno (se non dal "Potere" stesso)."L'equivoco" della civiltà,della giustizia,della democrazia, è costato caro.L'autobiografia della nazione ha continuato a scriversi con il sangue.Da Portella della Ginestra al g8 di Genova , "la Storia siamo noi"...

I volti imberbi dei mazzieri tricolori di piazza Navona sono un pezzo non trascurabile di questa "Storia". Ci parlano ,ce ne fossimo dimenticati, del ventre molle d'Italia .Ci ricordano che questo paese ha un'anima nera.Nulla di più,nulla di meno.
giovedì 30 ottobre 2008
bambini nati morti
"...L'italia non è mai stata capace di esprimere una grande Destra.E' questo,probabilmente,il fatto determinante di tutta la sua storia recente. Ma non si tratta di una causa, bensì di un effetto. L'Italia non ha avuto una grande Destra perchè non ha avuto una cultura capace di esprimerla. Essa ha potuto eprimere solo quella rozza, ridicola, feroce destra che è il fascismo. In tal senso il neofascismo parlamentare è la fedele continuazione del fascismo tradizionale. Senonchè, nel frattempo, ogni forma di continuità storica si è spezzata. Lo "sviluppo", pragmaticamente voluto dal Potere, si è istituito storicamente in una specie di "epochè", che ha radicalmente "trasformato", in pochi anni, il mondo italiano....
...Il contesto sociale è mutato nel senso che si è estremamente unificato. La matrice che genera tutti gli italiani è ormai la stessa. Non c'è dunque differenza apprezzabile - al di fuori di una scelta politica come schema morto da riempire gesticolando - tra un qualsiasi cittadino italiano fascista ed un qualsiasi cittadino italiano antifascista. Essi sono culturalmente, psicologicamente e, quel che è più impressionante, fisicamente intercambiabili. Nel comportamento quotidiano, mimico, somatico non c'è niente che distingua - ripeto, al di fuori di un comizio o di una azione politica - un fascista da un antifascista (di mezza età o giovane: i vecchi, in tal senso possono essere ancora distinti tra loro). Questo per quel che riguarda i fascisti e gli antifascisti medi. Per quel che riguarda gli estremisti, l'omolagazione è ancora più radicale...."
Pier Paolo Pasolini
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